L'Io diviso
Mostra di Maurizio Ciato
La mostra L'Io diviso
Dal 3 al 26 aprile le Scuderie di Palazzo Moroni ospitano la mostra di Maurizio Ciato L'io diviso. Il titolo riprende quello di un saggio del 1955 dello psichiatra e filosofo scozzese Ronald Laing, che aveva come argomento lo stato della schizofrenia. Nello studio di Laing la schizofrenia era inserita in una visione più ampia che faceva riferimento ad una condizione ontologica che era propria dello schizofrenico, ma anche dell’Umanità e, nello specifico, della nostra società. Per Ciato "Noi e la realtà è uno stato d’insicurezza tra il nostro essere e gli altri. Una ricerca di 'normalità' che in realtà non esiste: quindi la creazione di 'false sicurezze' che alienano la coscienza d’essere fragili, complessi e simili. Anche il nostro corpo è costituito da interno ed esterno. Un esterno che può irrompere, come metafora, dello scollamento tra noi e la realtà".
La mostra è stata realizzata con il sostegno dell'assessorato alla Cultura del Comune di Padova.
Le opere
L'artista ha scelto di esporre immagini di corpi manomessi. Come spiega lo stesso Ciato: "Un percorso drammatico utilizzando il principio dell’interruzione del soggetto nel suo apparire. Soggetti incompleti apparentemente, ma definitivi nell’emozione. Figura e astrazione convivono in modo che la seconda frammenti e modifichi lo status iniziale del soggetto. Una gamma sobria di colori che al nero e ad una gamma di grigi affianca sprazzi di cromatismo intenso; innesti improvvisi dal carattere aggressivo. Ma questi lavori non sono il frutto di riflessioni ad hoc, ma, come ad ognuno di noi capita, l’effetto dei nostri pensieri e delle nostre emozioni emersi nel tempo del nostro vivere. Ed per questo che non hanno titoli. Una sezione è composta da brevissimi video di micro-biografie di personaggi come Turing, Oppenheimer, Van Gogh, Munch, Matteotti, Victor Jara, Giordano Bruno, Eastmann, Einstein, Peruggia, Klein, Picasso e altri ancora.Il disegno, con modalità variegate, salvo pochi casi di elaborazioni fotografiche, costituisce la matrice di ogni filmato, ma con animazioni non mimetiche. Il montaggio visualizza le specificità del soggetto. Il colore è qui esorbitante e vitalistico. Naturalmente non esaustive di una personalità e un’esistenza, ma 'cartine di tornasole' di peculiarità che mi hanno colpito e attratto. Una sorta di analisi che interseca emozione e riflessione".
Maurizio Ciato
"Ho disegnato sempre; sin da bambino. Il disegno era la pratica attraverso la quale elaboravo le mie sensazioni ed emozioni, ma non solo. Era anche il modo per accettare e rielaborate la realtà; conoscendola, analizzandola e interpretandola. La pratica del disegno è conoscenza. Una strategia poliedrica di acquisizione di informazioni. Terminato il liceo alcuni amici mi convinsero a preparare l’esame d’ammissione per l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Mi preparai e superai l’esame, ma non mi piacque il clima dell’Accademia: una sorta di velleità artistica che tutto pervadeva. Essere artisti tout court. Un’idea pervasiva che non sentivo mia. Non mi sentivo un artista, ma una persona che utilizzava strumenti creativi senza pormi confini o definizioni. C’era l’Arte, ma essere artista non era un automatismo. Era, per me, una crescita, una ricerca e non un ruolo o un dato di fatto. Mi iscrissi a Lettere e Filosofia e mi laureai. Sviluppai le mie capacità “creative” nel lavoro come designer e graphic designer in ambiti molteplici, allargando i miei punti di vista e continuando a leggere e studiare Storia dell’Arte e seguendo il più possibile ogni esperienza creativa. Non mi ritengo artista, ma una persona 'creativa' che utilizza strumenti diversi in ragione dei progetti e della loro essenza".
Inaugurazione
La mostra sarà inaugurata venerdì 3 aprile, alle ore 18. Performance "La voce dei disegni" di Vasco Mirandola, musica di Sergio Marchesini.
Informazioni
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19
Chiuso i lunedì non festivi e il 5 aprile
Ingresso libero








