Padova in un giorno

 percorso guidato alla scoperta di Padova: l'itinerario, pensato per chi vuole godersi la visita delle zone di interesse artistico e culturale senza rinunciare a fare una capatina nel cuore della vita patavina, è adatto anche ai padovani che vogliono ri-scoprire i luoghi della loro città .
E' stato costruito osservando gli orari di apertura dei luoghi da vedere, ma si presta ad essere usato in modo flessibile, aperto alle deviazioni.
Per chi arriva in treno: dalla stazione si arriva comodamente in centro a piedi.

Per chi arriva in auto: consigliamo di lasciare la macchina nel parcheggio di Via Trieste, a due passi dalla Cappella degli Scrovegni, da cui comincia il nostro percorso, oppure in quello di Piazzale Stazione.


Le tappe dell'itinerario sono:

 

Cappella degli Scrovegni

Uscito dalla stazione, prendi Corso del Popolo: dopo il ponte, sulla sinistra, trovi i Giardini dell'Arena e, più avanti, l'entrata dei Musei Civici degli Eremitani.
Il biglietto per il Museo comprende anche l'ingresso alla Cappella degli Scrovegni, imperdibile per il ciclo di affreschi che è stato eseguito intorno al 1300 da Giotto e che ha avuto effetti rivoluzionari nella storia dell'arte europea, forse perchè ha tentato, dal punto di vista espressivo e prospettico, di riflettere la realtà .

Per visitare la Cappella è obbligatoria la prenotazione, da fare almeno 48 ore prima, telefonando al call center (+39 049 2010020) o anche on-line. Il biglietto va ritirato un'ora prima della visita .... nel frattempo puoi:


  • visitare il museo, che comprende una sezione archeologica e una sezione di arte visiva dove si possono ammirare opere di Giotto, Veronese, Tintoretto, Giorgione, Tiziano;

  • fare una passeggiata nei giardini, dove resta un piccolo tratto di arena romana e d'estate viene organizzato il cinema all'aperto

  • dare un'occhiata alla vicina Chiesa degli Eremitani del XIII secolo, distrutta dal bombardamento dell'11 marzo 1944 e quasi totalmente ricostruita: si salvarono solo due affreschi di Mantegna


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Caffè Pedrocchi

Riprendendo Corso del Popolo si arriva in Piazza Garibaldi, dove comincia la zona pedonale del Listòn, uno dei luoghi più affollati al sabato pomeriggio.
Prosegui sempre dritto per via Cavour e troverai, alla tua destra, i leoni del Caffè Pedrocchi, realizzato nel primo '800 e passato alla storia per la sua vivacità  (era aperto 24 ore su 24, e di qui il nome "senza porte"). Qui l'8 febbraio 1948 è scoccata la scintilla dell'insurrezione studentesca contro gli austriaci.

E' il momento di

  • prendere un caffè nella famosa sala rossa

  • fare un viaggio nel tempo e nello spazio nelle sale superiori che mimano stili diversi (etrusco, greco, romano). Si accede da piazzetta Pedrocchi ma attenzione:
    l'orario di apertura è 9:30 - 12:30 e 15:30 - 18:00 ed è chiuso di lunedì

  • visitare il Museo del Risorgimento e dell'Età  Contemporanea


Al Pedrocchi si svolgono periodicamente concerti, soprattutto di musica jazz, incontri letterali, reading poetici...
Per informazioni puoi rivolgerti all'Ufficio Informazioni Turistiche lì vicino:
Vicolo Pedrocchi
tel. +39 049 2010080

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Università 

Poco più avanti sulla sinistra, di fronte al municipio, troviamo l'edificio principale dell'ateneo patavino: il Palazzo del Bo', il cui nome deriva dall'Albergo del Bue, che sorgeva qui prima di ospitare la sede delle scuole di giurisprudenza nel '500.

Dai un'occhiata all'ammirevole cortile cinquecentesco: nel periodo delle discussioni delle tesi (febbraio-marzo, giugno-luglio e settembre-ottobre) qui e un po' ovunque in centro si può assistere alle chiassose feste di laurea.
Il neolaureato viene mascherato, immerso nella fontana della vicina Piazza delle Erbe e costretto a leggere il papiro.

Per ammirare altri luoghi 'storici' di Palazzo Bo (in particolare il Teatro Anatomico e la cattedra di Galileo) puoi partecipare alla visita guidata .
Per informazioni rivolgiti all'Ufficio Informazioni Turistiche
Vicolo Pedrocchi
tel. +39 049 2010080

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Prato della Valle

Da Palazzo del Bo prendi via Roma e prosegui dritto in via Umberto I. Al termine della via troverai il Prato della Valle, "la più grande piazza d'Europa" (88620 mq).

La sua origine risale al 1775, quando il procuratore veneziano Andrea Memmo decise di creare un nuovo centro commerciale cittadino, uno spazio adatto per fiere e manifestazioni. Così fece bonificare la zona, a quell'epoca paludosa.
La parte centrale, nota anche come Isola Memmia, è oggi un immenso prato verde, circondato da 78 statue di celebri personaggi del passato. Qui nelle giornate di sole turisti e padovani si fermano a riposare.
Soprattutto di sera l'anello esterno all'Isola Memmia diventa una pista per i pattinatori e d'estate il prato è un luogo di ritrovo per i giovani.

In questa tappa dell'itinerario puoi:


  • dare un'occhiata alla Chiesa dei Servi (via Roma) e al suo bel portico del '500, e alla piccola Chiesa di San Daniele (via Umberto I), entrambe sulla strada di Prato della Valle

  • fare una sosta per il pranzo: ci sono molti baretti lungo via Roma.

  • visitare la "collezione Minici Zotti un museo di magiche visioni", dedicata al precinema.
    Si trova a Palazzo Angeli, orari: 10:00 - 16:00, chiuso di martedì. Per informazioni: + 39 049 8763838

  • visitare Santa Giustina, la chiesa più grande della città  (e all'undicesimo posto nel mondo), caratteristica per il campanile, le otto cupole e la facciata mai terminata.
    Dalle origini nel V secolo fino alla ricostruzione dopo il terremoto del 1117 e alla demolizione per dar posto al colosso cinquecentesco, questa basilica benedettina ha cambiato aspetto più volte. Le sue navate dagli enormi pilastri offrono refrigerio nelle afose giornate estive.
    Da vedere la pala del Veronese (Martirio della Santa Titolare, 1575).
    Per vedere il Coro Vecchio e l'architrave del portale romanico bisogna chiedere alla portineria del monastero (info tel. +39 049 8220411), di cui si possono visitare i chiostri

Attenzione: se vuoi ammirare Prato della Valle in tutta la sua grandezza, evita di andarci di sabato, giorno del mercato.
Il mercato locale (vestiti, fiori e oggetti) ingombra la piazza, ma può essere carino fare un giretto per trovare delle occasioni.
Invece se sei alla ricerca di "robe vecie" vai la terza domenica del mese, quando la piazza ospita il mercatino dell'antiquariato.

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Sant'Antonio

Da Prato della Valle per via Belludi si raggiunge piazza del Santo.
Tra le bancarelle che vendono candele, immagini sacre e souvenir svetta il monumento al Gattamelata. Nel 1447 la Repubblica di Venezia celebrò i servizi resi in guerra da questo capitano di ventura (il cui vero nome era Erasmo da Narni) commissionando a Donatello un monumento equestre in bronzo.

La Basilica di Sant'Antonio è il centro religioso più importante della città , meta di migliaia di pellegrini ogni anno. In particolare il 13 giugno, festa del Santo, la città  è invasa dai fedeli per la famosa processione.
L'esterno è caratteristico per la facciata romanico-lombarda con mattoni a vista e soprattutto per le 8 cupole in stile bizantino. Al suo interno concentra moltissimi capolavori. Tra questi, i bronzi dell'altare maggiore e la Deposizione in pietra, di Donatello; i reliquiari (uno dei quali contiene la lingua del Santo); la cappella del beato Luca Belludi, con affreschi di Giusto de' Menabuoi.
Ora puoi:

  • fermarti in uno dei tre magnifici chiostri del Santo

  • ammirare gli affreschi del primo '500 presso la Scuola del Santo (info +39 049 8225652) a destra della Basilica. Alcune scene si devono al Tiziano.

  • fare un giro tra le piante rare dell'Orto Botanico più antico del mondo (via Orto Botanico 15,  tel. +39 049 8273939)

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Tomba di Antenore

Prendi via del Santo e prosegui fino ad arrivare all'incrocio con via S. Francesco. Ora puoi:
girare a destra e visitare il Musme - Museo di Storia della Medicina, dove potrai scoprire la medicina come non l'hai mai immaginata (via San Francesco 94, info tel. +39 049 658767); girare a sinistra e davanti al palazzo della prefettura, sulla sinistra, trovi la Tomba di Antenore, un'urna che dal 1283 custodisce le spoglie di un armigero (II – IV secolo d.C.), poi attribuite al leggendario troiano fondatore della città e capostipite dgli antichi veneti.

Da queste parti trovi:

  • numerosi negozi caratteristici, di vestiti, oggetti, souvenir sacri e profani, e di dolci tipici lungo tutta via del Santo. In particolare puoi comprare il Dolce del Santo o Dolce Santantonio, che la Regione Veneto ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari tradizionali

  • Palazzo Zabarella, in via S. Francesco allo sbocco di via del Santo, sede di importanti mostre temporanee (per informazioni: +39 049 8753100)


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Piazze e Salone

Proseguendo per via S. Francesco arrivi nelle piazze.
Tra piazza delle Erbe e piazza della Frutta c'è il Palazzo della Ragione, chiamato dai padovani "il Salone" per la grande sala al primo piano. E' stato usato come tribunale (e di qui il nome 'ragione' nel senso di 'giustizia') fino al 1797, quando cadde la Repubblica di Venezia. Il nucleo originario del palazzo risale al 1218; venne poi ricostruito dopo l'incendio del 1420 e la tromba d'aria del 1756, mantenendo però la struttura originaria.

Il piano terra ospita da quasi 800 anni il mercato coperto di Padova. Il tipo di merci vendute è cambiato nel tempo: in epoca comunale panni pregiati e pellicce; poi salumieri e casolini. E sotto i portici delle case intorno, venditori di cinture, guanti e seta. I generi alimentari erano venduti nelle piazze: vino e granaglie in quella a sud (piazza delle Erbe), verdura, frutta, carne e pesce in quella a nord (piazza della Frutta).

Ora sotto il salone ci sono diversi negozi che vendono pane, formaggio, carne e affettati; vino e specialità dolci; e qualche merceria.
In piazza della Frutta trovano posto soprattutto banchi di abbigliamento (anche etnico), e due grandi banchi di frutta secca, spezie e prodotti naturali, che in autunno preparano le caldarroste.
Il vero mercato dei frutaroi si svolge ogni mattina in piazza delle Erbe, in un trionfo di profumi e colori.
Le bancarelle in legno sono portate in piazza ogni giorno e occupano un posto assegnato a rotazione, perchè nessuno mantenga una posizione favorita.
Oltre alla frutta e alla verdura si vendono granaglie (cereali e legumi secchi) e fiori, vicino alla fontana.

Il Salone deve il suo nome all'enorme sala al livello superiore, con ingresso dal Municipio (via VIII febbraio). La sala presenta uno dei più vasti cicli astrologici esistenti, con i mesi e i segni zodiacali: un grandioso calendario realizzato dopo il 1420, quando il precedente ciclo dipinto da Giotto, comprendente anche la volta con stelle e pianeti, è stato distrutto dall'incendio. Caratteristico anche l'enorme cavallo di legno. La sala ospita mostre temporanee.
Per informazioni +39 049 8205006

Piazza delle Erbe si trasforma, dal tardo pomeriggio in poi, in un affollatissimo luogo di ritrovo per i giovani e gli studenti dell'Università di Padova, che bevono lo spritz, preso in uno dei baretti sotto il Salone, sotto i portici o nelle osterie del ghetto ebreo.

Lo spritz è l'aperitivo più amato nel nord-est: composto originariamente da vino bianco e acqua (o selz), ora la ricetta è affidata alla creatività del barista, che aggiunge in proporzioni variabili diversi liquori. I più bevuti sono lo spritz all'aperol e lo spritz al campari. Una variante più leggera ed economica è il 'bianco macchiato': prosecco con un goccio di aperol o di campari. Il nostro itinerario finisce proprio nelle osterie nel ghetto, ma se vuoi già gustare uno spritz fermati in uno dei bar sotto il Salone.

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Piazza dei Signori

Proprio vicino agli antichi centri del potere comunale si trova il luogo dove nel '300 sorgeva la reggia dei Carraresi: Piazza dei Signori, che è caratterizzata dalla Loggia del Consiglio (detta della Gran Guardia), l'edificio cinquecentesco dove si riuniva il Maggior Consiglio cittadino, dalla Chiesa di S. Clemente e soprattutto dalla Torre dell'Orologio. Questa fa parte dell'arco trionfale del cinquecentesco palazzo del Capitanio (un'autorità governativa veneziana); l'orologio è più antico e ricalca quello installato da Giovanni Dondi nel 1344, primo meccanismo di questo tipo costruito nel nostro paese. In questa piazza ha luogo ogni mattina (tranne che al lunedì) un mercato di abbigliamento.

Qui ti consigliamo di:

  • fare una capatina alla vicina piazza Capitaniato, dove si trova il palazzo Liviano, sede della facoltà  di Lettere e Filosofia. Nei pomeriggi estivi, in un clima piacevolmente rilassato, gli studenti bevono il caffè ai tavolini dei due piccoli bar della piazza.
    Attraverso lo scalone del '600 si accede alla Sala dei Giganti, dove si svolgono concerti di musica classica e jazz e altri eventi culturali.
  • farti avvolgere dalla romantica atmosfera della piazzetta di S. Nicolò. La chiesa, un piccolo gioiello di aspetto medievale (ma soggetta a successivi rifacimenti), è richiestissima per la celebrazione di matrimoni...
  • mangiare un gelato in Piazza dei Signori

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Duomo e Battistero

Da Piazza dei Signori puoi raggiungere in un attimo la bellissima Piazza Duomo.
Le dimensioni attuali della piazza e del sagrato sono diverse da quelle sedimentate nei secoli, fino all'allargamento e al collegamento viario con l'attuale via Gregorio Barbarigo operato all'inizio del Novecento.
Tutto l'angolo sud-est era occupato da fabbricati, in continuazione del fronte meridionale di via dei Soncin, che impedivano la veduta frontale della facciata della Cattedrale dallo sbocco della via nella piazza.

Il Duomo sorge sul luogo di precedenti chiese cattedrali, la prima forse paleocristiana, risalente al 300 d.c. Ricostruita diverse volte, fu consacrata nel 1075 con la traslazione del corpo di San Daniele. La realizzazione dell'attuale Duomo, al cui progetto partecipò Michelangelo, fu compiuta tra il XVI ed il XVIII secolo, su progetto di Andrea da Valle. Nel 1754 viene consacrato a Santa Maria Assunta. Il nuovo Presbiterio, inaugurato nel 1997, è abbellito da statue dell'artista toscano Giuliano Vangi.

Collegato alla Cattedrale è il Battistero intitolato a San Giovanni Battista.
L'edificio risale alla fine del XII secolo; ha pianta quadrata con alto tamburo circolare e cupola e un'absidiola con cupoletta. L'interno fu interamente affrescato da Giusto de' Menabuoi nel 1375-78 con storie della Genesi, dell'Apocalisse e di san Giovanni Battista.
Il ciclo di affreschi, in tutto un centinaio di scene, rappresenta ancora oggi uno dei cicli pittorici più mirabili e spettacolari del Trecento.

Orario: tutti i giorni 10:00 - 18:00. Gruppi su prenotazione.
Per informazioni: tel. +39 049 656914

Dopo le visite al Duomo e al Battistero hai diverse possibilità :

  • proseguire la tua visita d'arte al Museo Diocesano, che raccoglie numerosi tesori d'arte sacra, tra cui codici miniati, antichi reliquiari, dipinti di famosi artisti tra cui Giusto de' Menabuoi, Jacopo da Montagnana, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, e ancora paramenti sacri ed ex voto (per informazioni: tel. +39 049 8761924)

  • dare un'occhiata all'Arco Valaresso, costruito nel Seicento in memoria di Alvise Valaresso, capitano e provveditore di sanità  nel periodo in cui Padova fu colpita dalla peste

  • sederti sui muretti del porticato a goderti il sole, come fanno gli studenti della vicina facoltà di Lettere e Filosofia

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Ghetto ebraico

A sud della Piazza delle Erbe si trova la zona del ghetto ebraico, operante dal 1603 e abolito nel 1797. Era chiuso di notte da quattro porte: quella settentrionale in via delle Piazze, poco a sud di San Canziano; quella orientale in via San Martino e Solferino, vicino allo sbocco in via Roma; quella occidentale nella stessa strada, prima dell'incontro con via dei Fabbri; quella meridionale in via dell'Arco, dove confluisce in via Marsala.

La prima grande Sinagoga di Padova fu quella di rito tedesco, inaugurata nel 1683 in via delle Piazze. Era collegata a sud con la sinagoga di rito spagnolo che aveva di fronte quella di rito italiano, l'unica tuttora funzionante. Fu trasformata nel 1892 per accogliervi anche i fedeli di rito italiano e spagnolo. Nel 1943 fu devastata da un incendio doloso. Il restauro è stato completato nel 1998.

Nonostante le trasformazioni e i rifacimenti il Ghetto conserva la sua impronta con le caratteristiche case alte, eterogenee e spesso ricche di elementi di recupero, come le quattro colonne con capitelli tutti diversi in via San Martino e Solferino, di fronte all'imbocco di via dell'Arco.

Oggi in questa zona si concentrano molte enoteche e localini tipici. Per questo il momento migliore per passeggiare nel ghetto e viverne in pieno l'atmosfera è il tardo pomeriggio, quando le osterie e i locali della zona si riempiono di giovani che si ritrovano per un'ombra e quatro ciacoe.

Ce n'è un po' per tutti i gusti: i locali frequentati dagli studenti, chiassosi ma "alla mano", piccole enoteche dall'atmosfera romantica e tranquilla, wine bar molto alla moda... fai un giro nel ghetto e scegli quello che ti si addice di più!
Attenzione però: di domenica è molto difficile trovare un locale aperto...

Trovi una selezione di bar, ristoranti, club, nonchè eventi di Padova in 2night.it e in Gustare Padova

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 Padova dalla barca 

Un modo originale per vedere Padova è attraversare le sue acque con il battello o con la Padovanella, tradizionale barca veneta. E' possibile fiancheggiare le antiche mura medievali e ammirare la città da una prospettiva dviersa e inaspettata. Seguendo il percorso delle Torri Padovane si può giugnere fino alla Specola sede dell'Osservatorio Astronomico e alla piccola cittadella fortificata.

Oppure si puo partire dalle Porte Contarine di largo Europa e costeggiare le Mura cinquecentesche fino ad arrivare al porto del Portello.

Tel +39.049.8700232 
info@deltatour.it
www.deltatour.it

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