Museo di Arti applicate e decorative

Nel Museo di Arti Applicate a Palazzo Zuckermann trovano sistemazione oltre duemila oggetti appartenenti alle raccolte del civico Museo d'Arte Medioevale e Moderna: vetri, intagli, ceramiche, argenti, avori, gioielli, tessili, mobilio.
Lungo il percorso espositivo viene presentata una selezione mirata di dipinti e pezzi lapidei, tra cui alcuni frammenti architettonici (secoli IX-X) provenienti dalla demolita chiesa di San Martino, stemmi di importanti famiglie venete e un elegante fregio di camino quattrocentesco dei Minello.

Ampio spazio all'interno dell'esposizione è riservato alla ceramica, sezione già  nota grazie alle importanti mostre dedicatele negli anni Novanta. Di tale raccolta, costituitasi prevalentemente attraverso legati di collezionisti privati e ritrovamenti di scavo, si possono apprezzare nuovamente le splendide maioliche cinquecentesche provenienti dalle prestigiose fabbriche di Urbino, Pesaro e Venezia, nonché pezzi di gusto squisito come il servizio da caffè in porcellana (1792), opera della manifattura Cozzi, appartenuto alla famiglia Manfredini.

Della non meno rilevante collezione di mobilio, si possono ammirare tra i numerosi esemplari esposti i magnifici cassettoni secenteschi intagliati e intarsiati, cui appartengono due pezzi ornati sul piano da un prezioso medaglione raffigurante uno scontro tra cavalieri. Nel Settecento, Venezia e il Veneto costituiscono il maggior centro di produzione dell'Italia settentrionale.

Nell"arredo delle dimore private, dal Rinascimento in poi, un posto importante è occupato dall'argenteria profana; largo spazio viene dedicato a quanto il Museo conserva di manufatti databili a partire dal dodicesimo secolo fino al diciottesimo eseguiti per la devozione pubblica e privata: crocifissi, calici, reliquiari, ostensori, "paci", paramenti liturgici - alcuni dei quali provenienti dalla dotazione della cappella degli Scrovegni - quasi tutti completi di stola, manipolo, borsa e velo da calice.

Trovano anche collocazione preziose raccolte di vetri, legni, avori e le collezioni tessili. Di particolare interesse il nucleo di abiti maschili costituito da marsine, camisiole e gilet impreziositi da raffinati ricami in filati policromi e applicazioni di canutiglie, stagnole e paillette. Esso consente di seguire l"evoluzione del costume tra la metà  e la fine del Settecento. Un altro pezzo d"eccezione è rappresentato dal vestito femminile di gusto romantico-aulico (1856-1867) in leggero taffetas di seta rilucente di effetti cangianti. Non mancano pregiate bordure in merletto, frutto di una selezione tra gli oltre quattrocento esemplari posseduti dal Museo. Provenienti dalle più importanti manifatture italiane e d"oltralpe, soprattutto fiamminghe, tali importanti complementi d"abbigliamento e d"arredo rivelano un alto grado di creatività  femminile.

Appartengono alla stessa tipologia di materiali gli accessori di abbigliamento che lungo il percorso espositivo vi vengono accostati. Si tratta di bottoni, fibbie da scarpe, gioielli, orologi, bastoni da passeggio, nécessaire, tabacchiere, ventagli. In quest"ultima raccolta spiccano un esemplare francese decorato con un"allegoria dell'Amore, uno italiano ispirato al tema della fecondità , entrambi del secolo diciottesimo.

La raccolta di gioielli proveniente dai lasciti Leone Trieste e Sartori Piovene costituisce una sezione di particolare pregio all'interno del Museo. Leone Trieste, originale uomo di cultura padovano dai molteplici interessi, lasciò al Museo Civico nel 1883 la sua ricca collezione comprendente oltre quattrocento gioielli maschili di alta e raffinata manifattura: anelli di varie forme, spille da cravatta, bottoni da polso, catene di orologio e sigilli. Nel 1917 Adele Sartori Piovene, gentildonna di grande sensibilità  ed eleganza, legò al Museo, tra le altre opere di sua proprietà , un prezioso nucleo di gioielli di gusto parigino e londinese. Rinnovando tale tradizione di generoso mecenatismo si sono aggiunti negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso i legati Levi Cases e Dal Zio, e, più recentemente, le donazioni di gioielli contemporanei che sottolineano il perdurare dell'importante scuola orafa padovana.

Una piacevole sorpresa è costituita dall'esposizione di una piccola raccolta, finora conservata nel deposito del Museo, di oggetti d"arte orientale, frutto della curiosità  e della passione di collezionisti e viaggiatori ottocenteschi per paesi del lontano Oriente.

Trovano infine adeguata sistemazione anche le ricche collezioni di disegni e incisioni del Museo comprendenti fogli che vanno dal Cinquecento fino all'età  contemporanea. Oltre alle quattordicimila stampe di composizione, il Gabinetto conserva circa novemila ritratti giunti all'Istituto, nel corso dell'Ottocento, grazie ai lasciti di illuminati raccoglitori padovani. Il fondo delle incisioni ne comprende un ingente numero di francesi, olandesi, fiamminghe e tedesche a testimonianza dell'interesse del collezionismo veneto per l"arte dei paesi nordici.

Info
Palazzo Zuckermann:
Museo delle arti applicate e Museo Bottacin
corso Garibaldi 33
tel. +39 049 8205664

biglietteria unica / single ticket office
MUSEO EREMITANI
piazza Eremitani 8

biglietti e orari delle sedi museali civiche

Per raggiungere Palazzo Zuckermann, i Musei Civici e la Cappella degli Scrovegni
dalla stazione FF.SS.: autobus 3/12, metrotram;
in auto e pullman: uscita autostrada Padova Est, parcheggio Fiera, da via Tommaseo con servizio navetta per il centro città; uscita autostrada Padova Sud e Ovest, parcheggi Prato della Valle (fermato del tram diretto in centro città), via Valeri (laterale di via Trieste), piazza Insurrezione.
Il centro città è Zona a traffico limitato (ZTL) delimitato da varchi elettronici che leggono le targhe delle auto. Nella ZTL la circolazione è consentita solo ai mezzi provvisti di  apposito permesso. Per saperne di più.
Museo Eremitani e Cappella degli Scrovegni si trovano in zona pedonale.
 

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